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Prenota la visita gratuitaIl Capitolo Cattedrale Metropolitano è il Collegio presbiterale a servizio dell'Arcidiocesi di Napoli.
Risalente secondo una tradizione ai primi secoli della Chiesa, è stato da sempre consesso di insigni giuristi, scienziati, ministri degli allora regi governi, dando lustro e offrendo sempre il loro servizio alla Chiesa di Napoli.
Questa millenaria istituzione ha lasciato nel tempo segni indelebili, preservando quanto gli è stato affidato dalla storia con determinazione e intelligenza e continuando, ancora oggi, a ricercare, custodire e tramandare il patrimonio di cultura e di arte di cui è depositario.
Tale patrimonio non si limita ai luoghi e alle opere in essi conservati, ma testimonia soprattutto una fede viva, vissuta da una Chiesa che ha origini apostoliche, e trasmessa, senza interruzione, fino ai nostri giorni.
Il Capitolo Metropolitano è composto da un collegio di Canonici, alcuni dei quali hanno titoli presbiterali e altri titoli diaconali.
Questi titoli, che segnano il cammino storico della Chiesa di Napoli, sono strettamente connessi ai compiti svolti dal Capitolo fin dai suoi primi tempi, che risalgono a epoche remote, nonché agli edifici di culto e alla cura pastorale che i Canonici erano chiamati a svolgere.
Ancora oggi, i Canonici del Capitolo sono i custodi della preghiera e della liturgia nella basilica di Santa Restituta e nel Duomo di Napoli, la Chiesa Madre, collaborando strettamente con il Vescovo.
L'Archivio del Capitolo conserva documenti storici di grande valore, tra cui 680 pergamene e resoconti delle riunioni capitolari, che raccontano eventi religiosi e storici legati alla città e alla Chiesa di Napoli.
La basilica di Santa Restituta e il Battistero di San Giovanni in Fonte, tra le memorie più antiche della Chiesa di Napoli, sono ancora oggi custoditi dal Capitolo Metropolitano.
Il Capitolo ha inoltre conservato, fino all'edificazione della Cappella di San Gennaro, il Tesoro Vecchio dove erano riposte le reliquie della testa e del sangue di San Gennaro, oltre a quelle degli altri santi vescovi della città, come testimoniato da una pergamena datata 31 dicembre 1390.
Lo splendido mosaico della Madonna del Principio in trono, con ai lati le figure di San Gennaro e Santa Restituta di Lello Da Orvieto, conservato in una cappella della navata sinistra di Santa Restituta, è un'ulteriore traccia dell'antichità e operosità del Collegio capitolare, che ne rivendica la committenza.
Il Chronicon di S. Maria del Principio, redatto intorno al 1313 e trascritto nel 1533, rappresenta una testimonianza fondamentale per la storia della Cattedrale alla fine del medioevo.
Nel testo, si fa menzione alla Cappella di Santa Maria del Principio. Infatti, l'iscrizione al di sotto del trono, disposta su due righe, recita così:
«Trascorsi e passati trecento anni dal momento in cui Dio, luce immensa, scese sulla terra, la nobile Santa Elena fece costruire questo tempio. Quest'opera fu realizzata da Lellus de Urb…
Consacrando, gradito, Papa Silvestro (questo tempio), chiunque a stento riesce a dire quante indulgenze siano state concesse a buon fine, trascorsi milletrecento tredici anni il clero partenopeo restaurò».
Il Can. Pasquale Santamaria, nella sua Historia Collegii Patrum Canonicorum Metropolitanae Ecclesiae Neapolitanae (1900), rimasta l'unica fonte sistematica sulla storia del Capitolo, descrive con dettaglio le origini e le funzioni di questo Collegio e dei luoghi di culto a esso affidati. Nel dedicare la sua opera ai Padri Canonici della Chiesa Napoletana, Santamaria esprime il suo profondo rispetto per l'ordine, esaltando la sua grandezza, la cultura, la sapienza e i buoni esempi che hanno lasciato in eredità, invitando i posteri a trarre ispirazione da queste tradizioni e virtù.
L'Arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia, sulla scia dello stile sinodale, ha desiderato sperimentare una nuova forma di "gestione collegiale" del Duomo, chiedendo al Capitolo dei canonici, presieduto da S.E. Mons. Lucio Lemmo, una collaborazione attiva con i giovani del territorio per realizzare, insieme, il progetto MUDD – Museo Diocesano Diffuso di Napoli.
Nello spirito di comunione e di collaborazione, è nato un progetto pastorale che renderà la Chiesa cattedrale, con le sue importanti memorie della fede cristiana delle origini, unitamente al patrimonio artistico che racchiude l'intera Insula Episcopalis, anche occasione di impegno per le future generazioni.
L'Arcivescovo di Napoli ha destinato buona parte di questo patrimonio culturale allo sviluppo di forme di imprenditoria giovanile che diventassero generative per il nostro territorio.
Il MUDD - Museo Diocesano Diffuso — è un'idea progettuale capace di contrastare la disoccupazione giovanile e prendersi cura del Duomo e delle sue maggiori chiese monumentali, quelle già chiuse e quelle a rischio di chiusura garantendo, al contempo, ai visitatori del Centro Storico, il piacere della conoscenza, della scoperta, del racconto e dell'essere bene accolti.
Per informazioni sui Sacramenti come Battesimi, Cresime e Matrimoni al Duomo di Napoli è possibile rivolgersi all'Ufficio parrocchiale del Duomo di Napoli durante gli orari di apertura che trovi qui sotto.
Puoi chiamare l'ufficio allo +39 081 449097 o in alternativa scrivere un e-mail a:
cattedrale@chiesadinapoli.itOrari Ufficio parrocchiale Duomo di Napoli
Durante le celebrazioni le esperienze di scoperta del Duomo di Napoli sono sospese.
Orari per le Confessioni
Il Museo Diocesano Diffuso di Napoli è un progetto della Fondazione Napoli C'entro, che mira a riaprire e trasformare le chiese monumentali di Napoli in centri di cultura e partecipazione, attraverso il coinvolgimento della comunità locale, dei giovani e dei visitatori.
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